Finiscono sempre con tanti abbracci e molte lacrime gli appuntamenti con Mirna Mastronardi, la mamma di Dea, scomparsa prematuramente.
Così è stato anche nella mattinata di mercoledì 20 maggio, al termine dell’incontro con le studentesse e gli studenti dell’istituto alberghiero Mediterraneo di Pulsano - fortemente voluto dalla vicesindaca di Pulsano Antonella Lippolis, dalla dirigente scolastica Bianca Buccoliero, dalla Consigliera di Parità Sabrina Pontrelli, moderato da Ingrid Iaci, responsabile dell’Ufficio provinciale alle Pari Opportunità - che rientra nell’ambito delle attività programmate dal progetto “Giovani in equilibrio” della Provincia di Taranto inserito nel programma nazionale UPI (Unione Province Italiane) denominato “Provincexgiovani”.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Pietro D’Alfonso, dell’assessora alla Pubblica Istruzione Mimma Bolognino e della Consigliera di parità e della dirigente, si è giunti al momento clou della mattinata.
Mirna Mastronardi è la madre di Dea, una quindicenne venuta a mancare nel 2024 che gira nelle scuole, nei teatri di tutta Italia per parlare ai coetanei di sua figlia dei problemi dell’adolescenza: il dolore di crescere sentendosi giudicati e costantemente “fuori posto”.
In un silenzio assordante che caratterizza sempre questi momenti, ragazze e ragazzi percepiscono concretamente il peso del lutto e della responsabilità di dover convivere con una tragedia. Allo stesso tempo, però, ricevono un messaggio fondamentale: “disarmare” le parole, soprattutto sui social ma non solo, perché possono ferire profondamente e spingere all’isolamento chi si sente perennemente giudicato e mai “aderente” ai modelli di perfezione che il web propone di continuo.
Mirna riesce a trasmettere con grande energia e commozione l’esperienza vissuta da Dea: il sentirsi non accettata per essere “troppo in carne”, il sentirsi “povera” perché crescere in una famiglia monoparentale significava comunque fare delle scelte e stabilire delle priorità nell’abito dell’economia familiare o addirittura sentirsi esclusa da una normale vita sociale con i compagni di classe perché troppo brava a scuola.
Insomma, in una seppur breve vita, Dea aveva accumulato un peso talmente gravoso da non poter essere più sostenuto da una ragazzina che per non dare dispiacere alla sua mamma, anche se sua grande confidente, aveva mantenuto segreto questo suo profondo malessere.
Di qui l’accorato invito ai ragazzi e alle ragazze di chiedere aiuto ai soggetti preposti: l’associazione “Deaxsempre” fondata da Mirna proprio per questo scopo, i dirigenti scolastici o i professori, gli uffici competenti come i Servizi Sociali affinché nessun altro ragazzo o ragazza debba rinunciare alla propria vita per motivi simili a quelli vissuti da Dea.
Nel corso della mattinata è emerso anche un tema importante legato alle pari opportunità: Mirna era una lavoratrice e madre single che ha dovuto rinunciare al proprio lavoro iniziale per accettarne uno meno qualificato e meno retribuito affinché si conciliassero famiglia e necessità economiche.
L’incontro si è chiuso con domande toccanti, consigli pratici su come sostenere chi è in difficoltà e l’invito a coltivare empatia nella vita quotidiana, dentro e fuori dalla rete. Molte studentesse e molti studenti si sono avvicinati a Mirna per ringraziarla, abbracciarla e condividere esperienze personali, per poi, come in un tam tam riportare ai professori e compagni non presenti la tempesta emotiva che li aveva travolti, a conferma che storie come questa possono cambiare il modo in cui una comunità ascolta e si prende cura dei suoi membri.
