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Lettera del Presidente della Provincia ad Aeroporti di Puglia e alla Regione Puglia dopo i dati degli scali aeroportuali pugliesi: “l’ ‘Arlotta’ nel dimenticatoio”

Una lettera al presidente di Aeroporti di Puglia e all’assessore ai Traporti e alla Mobilità della Regione Puglia da parte del Presidente della Provincia, Rinaldo Melucci, dopo i dati pubblicati sugli scali aeroportuali pugliesi. Da gennaio a maggio sono transitati ben 3.061.236 passeggeri con un aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del 6 per cento per lo scalo di Bari, del 4,1 per cento per quello di Brindisi e addirittura del 22,7 per cento per il “G. Lisa” di Foggia.

“A tali brillanti risultati fa tristemente eco la totale assenza dell’Aeroporto “M. Arlotta” di Taranto – Grottaglie che, nonostante dotato della pista più lunga del sud Italia e di una rete di collegamenti recentemente ristrutturata ed ammodernata, continua a non essere preso in considerazione” scrive Melucci facendo riferimento alla totale assenza di interesse in merito da parte della Regione Puglia e della società Aeroporti di Puglia.

La mancata apertura dell’aeroporto di Taranto – Grottaglie “M. Arlotta” ai voli di linea penalizza fortemente lo sviluppo sociale, industriale e turistico del territorio ionico. Il programmato arrivo di alcune delegazioni presso l’aeroporto in argomento in occasione dell’imminente summit G7, dimostra ancora una volta la validità delle infrastrutture dello scalo e della sicurezza ad esso collegato.

Il Presidente della Provincia ha, inoltre, ricordato ancora una volta che la Regione Puglia di recente ha richiesto la delega alla Conferenza dei servizi solo per l’Aeroporto “G. Lisa” di Foggia, considerato aeroporto regionale, e non ha fatto cosa analoga per il “M. Arlotta” valutato scalo nazionale per la sua importanza a livello strategico.

In definitiva – ha concluso Melucci nella missiva - auspico che l’aeroporto di Taranto – Grottaglie possa finalmente ospitare aerei di linea per soddisfare le innumerevoli richieste provenienti dal settore industriale, imprenditoriale e privati cittadini dell’area ionica, al momento costretti a recarsi presso gli Aeroporti di Bari e Brindisi, distanti mediamente più di 100 chilometri.”.